Sofia di Talkwithme, un Esempio da Seguire.

Sofia Abad è nata a Napoli da genitori marocchini venuti in Italia negli anni 80′.

E’ linguista, traduttrice e divulgatrice. Lavora come traduttrice, interprete e assistente linguistico in comunicazione sia online che in zona (Monaco-Montecarlo / Beausoleil/ Nizza e dintorni), attraverso la sua impresa AS TRANSLATION SERVICES. Dottoressa in Lingue e Culture Orientali ed Africane, specializzata in dialettologia e sociolinguistica del Nord Africa. Nel 2017 ha ideato un programma dal titolo “TalkWithMe” con l’intento di garantire uno spazio sicuro e trasparente dedito al dialogo e alla conoscenza dell’altro, senza timore che le parole vengano strumentalizzate.

All’età di 3 anni, i suoi genitori si trasferirono in un piccolo paesino nella provincia di Caserta. Talmente piccolo da non aver mai avuto l’occasione di conoscere persone di seconda generazione o straniere.

Fin da piccola ha sempre avuto una fortissima passione per le lingue, amava parlare in lingue anche inventate da lei stessa, per poi dire agli amichetti che parlava benissimo in svedese o in norvegese.

Costringeva i suoi genitori ad insegnarle l’arabo, voleva a tutti costi imparare a scriverlo e a leggerlo. A scuola era bravissima in tutte le materie, principalmente in quelle umanistiche e linguistiche. Con il passare del tempo, ha dovuto lottare con una grandissima prova di Allah swt che mi l’ha portata sempre ad essere estroversa, ma sulla difensiva, vivace, chiacchierona e amichevole, ma rigida con se stessa e pretenziosa.

Questo suo carattere contrastante l’ha portato ad essere dura nella fase adolescenziale. A scuola, fuori dalle mura domestiche era sempre con persone che, fondamentalmente, non la capivano in pieno. E se magari un giorno si affrontava un discorso più interculturale, era meglio non averlo aperto, perché trovava solo ignoranza e chiusura mentale.

Non portava il velo, e quindi era più facile amalgamarsi con loro. Non sembravo né araba e né musulmana quindi, andava bene così. Questa storia durò per tutto il periodo delle superiori, finché un giorno capii che non aveva alcun senso compiacere il gruppetto di amici ignoranti e perdere quel pezzo della sua identità.

Così decisi, da un giorno all’altro, di cambiare completamente la mia vita. Chiudendo tutti i rapporti con persone che non la comprendevano a fondo (amo le forti decisioni). Chiese a loro di cancellare tutte le foto dove c’ero anche lei dai loro profili Facebook, e quando decise di indossare il velo la maggior parte di loro, se la incontravano per strada facevano finta di non vederla (non tutti).

Capì che c’era ancora tanta strada da percorrere e che, per abbattere questa ignoranza doveva lavorare sodo […]

[…] Quando capì che c’era ancora tanta strada da percorrere e che, per abbattere questa ignoranza, doveva lavorare sodo iniziò a sentirsi fuori luogo ovunque io andassi, ai sentivo persa e non riusciva ad immaginare quale fosse stata la migliore maniera per accrescere la fede. Sapeva che mi mancavano le basi.

La cosa che la faceva più star male era il non saper rispondere a modo alle provocazioni e domande dei compagni. A volte, quelle domande le facevo anche a se stessa, e le risposte che le davano i suoi, per quanto veritiere non la soddisfavano.

Aveva bisogno di molto altro ancora, ma non sapeva da dove iniziare. Durante una noiosa lezione di matematica, a scuola, digitò Allah su Google e iniziò a scrollare, trovando pochissime informazioni a riguardo, e un lungo elenco di immagini correlate al jihad e a guerre. Chiuse immediatamente tutto, e decisi di tornare a seguire la lezione.

Non aveva ancora raccolto strumenti a sufficienza per “azzittire” i suoi compagni adolescenti e pieni di pregiudizi; continuò per molto tempo a domandarsi e a non trovare le risposte che voleva. Il periodo adolescenziale, per Sofia è stato un tormento.

Il suo professore di lettere, morì giovanissimo e pochi anni prima della sua morte le disse che il suo volto emanava una luce tale da illuminare le pareti dell’aula. In quel momento non capiva esattamente a cosa alludesse. Sembrava così sicura di sé, forte, invincibile, guai a chi la provocasse.

Non è mai stata una ragazza timida e le forti decisioni, grandi o piccole che fossero, non le facevano paura. Dopo la maturità decise di iscriversi all’Università per migliorare il suo arabo, ma non era poi così tanto sicura della scelta presa, o forse sì. Fatto sta che a Napoli la sua vita ebbe un’opportunità cercata invano da anni.

Iniziiò ad assorbire il mondo dell’Islam: dalla storia alla letteratura, alla lingua e non le pesava affatto. Iniziò a conoscere persone con le sue stesse passioni e il suo cuore gioiva quando parlava con i nuovi musulmani, o solamente, con chi nutriva un forte sentimento verso la lingua e la letteratura araba. Finalmente non si sentiva più sola […]