Mete Onlus e Ciss Ong, Portano in Scena: “Oltre il Velo” di e con Preziosa Salatino

Mete Onlus e Ciss Ong, portano in scena: “Oltre il Velo” di e con Preziosa Salatino nell’ambito della “XVIII Settimana contro il Razzismo”, promossa dall’UNAR – Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le Pari Opportunità, Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull’origine etnica. Mete Onlus (organizzazione presieduta da Giorgia Butera) in partenariato con Ciss Ong (organizzazione presieduta da Sergio Cipolla) sono stati ammessi con il progetto: “ABITO: codice linguistico tra l’uguaglianza globale e le differenze socio-culturali”.

“Oltre il Velo” è uno spettacolo di narrazione nato per dare continuità ai laboratori teatrali condotti nell’ambito del progetto “Oltre l’orizzonte – Contro narrazioni dai margini al centro” con giovani musulmani di seconda generazione, i cosiddetti “nuovi italiani”. Sono ragazzi e ragazze nati in Italia da genitori immigrati, la cui caratteristica comune è quella di avere un’identità ibrida: sono implicitamente chiamati a fare da ponte fra culture, tradizioni, valori diversi. In famiglia parlano una lingua, a scuola un’altra, mangiano cous-cous e frequentano Mc Donald, indossano con la stessa disinvoltura il velo o la minigonna. Negli ultimi anni si è diffuso il timore che proprio loro, a causa di questa vulnerabilità che li renderebbe facilmente manipolabili, possano offrire terreno fertile al germe marcio del radicalismo; di contro, anche a causa dei social media, si è sviluppata nell’opinione pubblica una reazione parallela di discriminazione, denominata islamofobia.

Questo spettacolo è un tentativo di mettere ordine fra i tanti pregiudizi legati a questo tema (religione, velo, patriarcato) attraverso la voce di chi li vive in prima persona.

Oltre il velo, infatti, è basato su storie vere, raccolte durante laboratori condotti in 7 città d’Italia, tra cui proprio Padova presso il circolo Nadir.

Da Palermo a Torino, da Cagliari a Bologna, quello che emerge è un forte bisogno di riconoscimento e autodeterminazione.