Avvocato Miceli: “L’importanza della Campagna “Stop Sexting and Revenge Porn”

L’importanza della Campagna “Stop Sexting and Revenge Porn” rientra nel ventaglio delle proposte terminologiche sorte nel mondo angloamericano e nella nuova legislazione entrata in vigore con la legge n. 69 del 2019, recante “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere ” (c.d. “Codice Rosso”). In questo contesto sembra potersi prediligere la nomenclatura della “non-consensual pornography”, che lungi dal porre l’accento sulle motivazioni che spingono il soggetto agente a divulgare il materiale pornografico, si concentra su due profili: da un lato, sulla persona effigiata dalle immagini o dai video e, dall’altro lato, sul suo dissenso a che il corpo e la sessualità siano esposti alla mercè di chicchessia. Del resto, il dato comune a tutte le diverse ipotesi di divulgazione illecita del materiale pornografico sembra potersi ravvisare nella non consensualità alla diffusione da parte della persona offesa. Di converso, le difficoltà nella tipizzazione del nuovo fenomeno risiedono nel fatto che esso è talmente multiforme da toccare diversi e svariati punti nevralgici che attanagliano l’odierna società. La pornografia non consensuale – per utilizzare l’espressione che forse più di tutte sembra centrare il fulcro della questione – finisce inevitabilmente per coinvolgere macro-aree differenti connesse alla violenza di genere, alla pornografia e ai cybercrames; e tutto ciò rende complesso l’inquadramento, specie sul piano criminologico, di una problematica tanto devastante per le vittime.

Avvocato Mari Miceli – Foro di Trapani